Minerale essenziale, lo iodio è legato soprattutto al corretto funzionamento e alla salute della ghiandola tiroidea. Ma i benefici dello iodio per l’organismo sono molti altri. Vediamo insieme cos’è, perché questo oligoelemento non dovrebbe mai mancare nelle diverse fasi della vita della persona e come assumerlo in modo corretto.
Cos’è lo iodio
Lo iodio è un oligoelemento che svolge funzioni importantissime per la salute. È presente in piccole tracce nel nostro organismo e gioca un ruolo fondamentale nella sintesi degli ormoni tiroidei, indispensabili per il metabolismo energetico, la crescita e lo sviluppo cerebrale.
Assunto tramite il cibo, viene assorbito nel tratto gastro-intestinale e poi trasportato, attraverso il sangue, alla tiroide che ne trattiene circa il 30%. La parte restante viene assimilata dai reni ed eliminata attraverso l’urina.
I principali benefici dello iodio per la salute
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il fabbisogno giornaliero di iodio per una persona adulta è pari a 150 mcg [I] e la fonte principale di assunzione è legata all’alimentazione. Durante l’allattamento e la gestazione, il fabbisogno può aumentare e raggiungere anche i 200 mcg al giorno.
Assicurare al nostro corpo la giusta quantità di iodio è importante perché:
- contribuisce al normale funzionamento del metabolismo energetico (metabolismo basale e metabolismo di zuccheri, grassi e proteine)
- mantiene la tiroide in salute, essendo il principale componenete degli ormoni tiroidei
- favorisce le funzioni cognitive
- preserva la salute delle unghie, dei capelli e della pelle
- secondo alcuni studi avrebbe una funzione antiossidante e protettiva dal punto di vista cardiovascolare, previene l’ipercolesterolemia, la pressione alta, regola la frequenza cardiaca e il microcircolo.
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I cibi più ricchi di iodio da inserire nella tua dieta
L’alimentazione rappresenta la principale fonte di iodio. Questo minerale si trova principalmente nell’acqua del mare, ecco perché i cibi che ne contengono di più sono:
- pesci, tra cui alici, sardine, sgombro, merluzzo e tonno
- crostacei, come gamberi, aragoste e granchi
- molluschi, tra cui cozze, vongole e ostriche
- alghe, in particolare le varietà kombu, wakame e nori
In quantità più o meno modeste, è presente anche in questi alimenti:
- latticini, tra cui lo yogurt e il latte
- fegato e nelle frattaglie
- verdure, tra cui il cavolo, la bietola, la lattuga romana egli spinaci
- ortaggi, come le patate
- legumi, come fagioli, piselli e lenticchie
- uova
- frutta fresca, come banane, fragole e mirtilli
- frutta secca, tra cui le noci, gli anacardi e i pistacchi
- semi oleosi, tra cui quelli di girasole e di sesamo [II]
Il contenuto di iodio presente in questi cibi è variabile. Dipende, infatti, dalla presenza del minerale nell’acqua in cui vivono e nel terreno in cui sono coltivati. I pesci di mare ne sono più ricchi, ma il loro consumo in Italia è limitato. Per questo, anche se è varia e bilanciata, la dieta da sola non basta per soddisfare il fabbisogno giornaliero di iodio suggerito dall’OMS e scongiurare eventuali carenze.
Quali sono le conseguenze di una carenza di iodio? Ecco perché dovresti incrementarlo
La mancanza di iodio si può manifestare in tutte le fasi della vita. A volte è legata a una dieta sbilanciata, che esclude l’assunzione di alimenti ricchi di questo oligoelemento (come il pesce e i latticini) e non lo integra con fonti alternative. In altre occasioni, le cause possono derivare da un disturbo dell’elaborazione dello iodio. Nella persona adulta, le forme più severe provocano:
- ipotiroidismo
- ingrossamento della tiroide (il gozzo)
- stanchezza cronica
- debolezza muscolare
- apatia
- intolleranza al freddo
- aumento di peso
- tachicardia
- tremori
- palpitazioni
- irritabilità e nervosismo
- pelle secca e calvizie precoce
I bambini, invece, possono accusare un ritardo nella crescita e deficit mentali [III].
Aumentare l’apporto di iodio per raggiungere i livelli consigliati diventa, quindi, una necessità per scongiurare eventuali carenze e le sue conseguenze. Per farlo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia l’uso del sale iodato.
Cos’è il sale iodato e come andrebbe inserito nella dieta
Aggiungere il sale iodato ai cibi preparati in casa, come Novosal Iodato Céréal, consente di accrescere in modo controllato i livelli di iodio nella dieta, evitandone i sintomi da carenza. Il sale iodato è simile a quello comune e non altera il gusto degli alimenti. Si impiega come il normale sale da cucina sia:
- a crudo, nell’insalata, sulle bruschette o su una dadolata di tofu e pomodori
- a caldo, per insaporire una zuppa di quinoa, le verdure al wok, il sugo delle trofie e la focaccia cotta al forno
Tutti possono utilizzarlo perché è un naturale complemento della dieta. Basta solo fare attenzione – come sempre – alle dosi. L’ideale è privilegiare un’alimentazione iposodica: senza superare i 5 grammi di sale al giorno in modo da prevenire l’ipertensione ed evitare l’insorgenza delle malattie cardio-cerebrovascolari [IV]. Ogni grammo di sale arricchito di iodio ci fornisce 30 microgrammi di iodio in più, ovvero, nel caso di un individuo adulto, 1/5 di quello che è necessario assumere ogni giorno.
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3 falsi miti sul sale iodato
I benefici dello iodio sono noti a molti, ma spesso attorno a questo importante microelemento circolano dei falsi miti e delle credenze popolari. Tra le più ricorrenti:
- Chi vive vicino al mare respira lo iodio e non ha bisogno di aggiungerlo a tavola. Falso! Respirare l’aria di mare, intrisa di iodio, fa bene alla salute ma l’apporto necessario viene assunto tramite il cibo e il sale iodato.
- Il sale marino grezzo è uguale a quello iodato. Falso! La quantità di iodio presente nel sale marino integrale è molto bassa, meglio preferire un sale iposodico e iodato.
- Il sale iodato non fa bene alla tiroide. Falso! Lo iodio è un micronutriente essenziale per il buon funzionamento della tiroide. Anche le persone con problemi alla tiroide possono usarlo, sempre rispettando le quantità indicate dal medico [V]
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FONTI
[I]https://www.humanitas.it/enciclopedia/sali-minerali/iodio
[II]https://www.pnrr.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_18_2_alleg.pdf
[III] https:// www.epicentro.iss.it/iodio/
[V]https://www.ospedaleniguarda.it/news/leggi/un-pizzico-di-sale-per-la-tiroide